Presepe di Sabbia
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Presepe di Sabbia

Il mare d’inverno

Si è pensato che il Natale, simbolo di raccoglimento, di riflessione, di condivisione e di vita rinnovata potesse fungere da catalizzatore per una nuova sensibilità collettiva. Da questa intuizione – e dal concorso generoso delle istituzioni pubbliche, in primis Biblioteca e Comune e della fitta rete del volontariato locale – è nato il nucleo generativo di Natale d’a…mare, che nel corso degli anni ha saputo riscuotere Lignano dal suo torpore invernale, grazie soprattutto alla carica simbolica di un presepe di sabbia diventato anche espressione autentica di quei valori di pace e universalità sintonici con la sua vocazione di accoglienza e ospitalità.

Il primo, timido simbolo natalizio in una realtà ancora distaccata e indifferente (era forse Natale 2000), è stato il piccolo presepe artisticamente intagliato nel legno della Val Gardena, che Lignano in Fiore decise di regalare alla Città, collocandolo al centro della rotonda di Piazza Fontana.

Quel piccolo presepe di legno, però, non poteva essere il presepe di Lignano: non ne esprimeva, infatti, l’essenza del suo territorio. Si pensò allora a un Presepe fatto solo ed esclusivamente con la sabbia e con l’acqua marina, elementi costitutivi e caratterizzanti del territorio lignanese.

Un presepe e una comunità

Come Lignano in Fiore, il presepe di sabbia è nato all’insegna dell’impegno spontaneo e della povertà: si cominciò, infatti, nel Natale 2004 e poi in quello successivo con due scarne Natività limitate alle figure essenziali, quasi unidimensionali perché appena sbalzate su un fragile muro di sabbia. Trovarono posto a diretto contatto con l’asfalto in una struttura in lamiera piuttosto malconcia, che fu mascherata alla meglio con un velario di tela di iuta color blu carta da zucchero. Il tasso d’umidità necessario alla tenuta delle sculture era garantito due volte al giorno, il mattino presto e alla chiusura serale dall’intervento di volontari (come dimenticarsi di Nando Scudiero?) che irroravano d’acqua il container spruzzando il presepe per mezzo di una rudimentale pompa da solfato! E… quanti patemi d’animo alla quotidiana apertura del box, quando le sculture estenuate e ormai prossime a collassare su se stesse per mancanza di collante naturale, sembravano quasi implorare l’umidità necessaria alla loro coesione, e poi subito rifiorire al tocco vivificante dell’acqua!

Natale d’a…Mare

L’effetto calamitante del presepe, unito alla suggestione degli incredibili tramonti invernali sul mare, compì il miracolo: cominciò così, dopo quella estiva, la seconda stagione di Lignano. Natale d’a…mare prese ad attrarre sempre più visitatori, accolti in modo caloroso da Lignano in Fiore e dai volontari della vasta e generosa famiglia delle associazioni locali.

Il Natale del 2006 segnò un radicale salto di qualità per il Presepe, che da quell’anno abbandonò il container di lamiera per trasferirsi in una tensostruttura di oltre 250 metri quadrati, posta direttamente sulla spiaggia dalla quale sarebbe naturalmente filtrata l’umidità necessaria al mantenimento della coesione delle sculture. Si passò allora dalle poche palate iniziali, a oltre 500 tonnellate di sabbia trattata e modellata in oltre un mese d’impegno continuativo da 5/6 scultori, scelti tra i più qualificati nel panorama mondiale degli artisti della sabbia.

E la trasformazione fu subito evidente nella fascinazione incredibile suscitata dal Presepe di Sabbia 2006, ambientato nel mondo sospeso tra terra e mare della laguna di Marano, fra casoni, barene, canneti, batele a fondo piatto, reti stese a rammendare oppure affioranti dall’acqua e cariche di pesci minuziosamente rappresentati nella loro fantasmagorica varietà. E poi… distese di ninfee, ireos, felci su cui traiettorie di uccelli sembravano tracciare i loro voli felici. A colpire fu soprattutto la Natività collocata in una tipica architettura lagunare maranese, caratterizzata dalla sagoma squadrata del tradizionale focolare-camino veneziano.

Così, mentre i visitatori aumentavano anno dopo anno insieme con il dilatarsi delle giornate di apertura, il presepe si sforzava di superare se stesso nella costante ricerca di sempre nuovi temi, stili e ambientazioni.

Restano ancora negli occhi alcune (indimenticabili) Natività, tra le meglio riuscite dal punto di vista artistico: ad esempio quella del 2009, nella sua struggente essenzialità. Due enormi mani nude (simbolo dell’infinito amore di Dio) si aprivano per offrire il dono del Messia, teneramente accolto e coccolato da Giuseppe e da Maria, il cui volto dolcissimo sembrava scolpito con un tocco evocativo dell’arte di Botticelli.  E ancora quella del 2011, collocata in una fragile barca di pescatori (la culla è la grezza cassa di legno dove viene raccolto il pescato), simbolo dell’incertezza e della precarietà dei bambini che nascono nell’indifferenza e nell’egoismo di quanti restano solidamente ancorati alla terra (simbolicamente: al denaro e al potere).

Nel presepe del “perdono” del Natale 2013, le ali enormi e spalancate di un angelo si facevano capanna per accogliere Maria, Giuseppe e il Bambino fino ad abbracciare quell’umanità che le sculture avevano cristallizzato nei gesti del male rappresentati nelle icastiche figurazioni dei “Sette peccati capitali” (tema del Presepe), poi rigenerata nella grazia dalla nascita di Gesù.

Come in casa Cuppiello “Te piace ‘o presepe”?

Anno dopo anno, Lignano in Fiore ha continuato a proporre la sfida-tormentone di Eduardo De Filippo nel classico teatrale Natale in Casa Cuppiello: «Te piace ‘o presepe»? E con la stessa testarda cocciutaggine del personaggio di Eduardo, ha lavorato e ragionato lungamente sui progetti delle edizioni che si sono susseguite.

Bellezza e senso

Proprio il contrario di ciò che le migliaia di visitatori hanno continuato a chiedere ogni Natale al nostro presepe: bellezza e senso. Come testimoniano i rami dell’albero di Yule piegati sotto il peso dei biglietti augurali lasciati appesi da folle di persone. Biglietti che parlano di speranze, attese, sogni, ma invocano soprattutto salute, lavoro, salute, amore, serenità, pace. Un coro silente donne, uomini, bambini, cui forse la bellezza del mare e le intense narrazioni del presepe aprono il cuore alla speranza o aiutano a liberare il dolore, le preoccupazioni, le paure…

Milioni di granelli di sabbia… e di solidarietà

Il Presepe di Sabbia di Lignano negli anni ha dato modo di compiere concreti gesti di aiuto in situazioni di difficoltà o a sostegno di progetti di solidarietà di associazioni o enti sul territorio, in Italia e nel mondo. Come tanti, minuscoli granelli di sabbia hanno contribuito alla costruzione di splendide raffigurazioni artistiche, così piccole ma significative offerte di migliaia di visitatori, potendo fare una notevole massa critica, hanno fatto fiorire speranza, sollievo e bellezza per tante persone e in tanti luoghi. Con sensibilità particolare verso i bambini italiani e di alcune comunità dell’Africa. Altre risorse sono state finalizzate al sostegno della ricerca e alla cura delle neoplasie infantili dell’Ospedale Burlo Garofolo di Trieste, e da ultimo alla comunità di Amatrice colpita da un devastante evento sismico.

Con il passare delle edizioni, e con nostro stesso stupore, il numero dei visitatori si è attestato tra le 50.000 e le 70.000 unità. Merito senz’altro della bravura degli artisti che, provenienti da ogni parte del mondo e coordinati da Antonio Molin dell’Accademia della Sabbia di Roma, sanno estrarre dall’acqua e dalla sabbia vere e proprie sculture capaci di un’autentica poesia formale e merito forse anche dei temi che dalla edizione del 2016 hanno abbandonato le ambientazioni tradizionali per incrociare l’attualità e suscitare quindi almeno un po’ di riflessione su importanti questioni etiche, civili, ecologiche e storiche (terremoto, esodo/i nel centenario del Primo conflitto mondiale, migrazioni…). Da ultimo, la straordinaria – e ammiratissima – traduzione in sabbia di alcuni passi del libro biblico della Genesi.

Lignano in fiore passa il testimone

Da alcuni anni (2013), però, Lignano in Fiore ha passato il testimone! Poiché l’impegno sempre più totalizzante ed esclusivo richiesto dalle crescenti dimensioni del Presepe, aveva messo in luce la necessità di una diversa ricalibratura del suo peso organizzativo.

A questo scopo, dopo un breve periodo di gestione in capo alla locale Pro Loco, da una “costola” di Lignano in Fiore nel 2014 è nata una nuova associazione culturale, dal nome volutamente sorridente e leggero come la sabbia: Dome Aghe e Savalon d’Aur («Solo acqua e sabbia», risposta alla domanda-tormentone dei visitatori: «Ma di cosa è fatto il presepe»?). Costituita da lignanesi appassionati e innamorati della magia del presepe di sabbia, l’associazione è tesa a valorizzare a tutti i livelli, la cultura dell’arte collegata alla realizzazione di opere con l’utilizzo della sabbia, quale elemento identificante e fondamentale della città di Lignano Sabbiadoro.